Corso di scrittura creativa – Prima lezione

Incipit

Quello che presentiamo è una sorta di rapido breviario, degli assaggi sintetici e veloci per introdurvi gradualmente alla scrittura creativa e imparare l’arte della narrazione.

Se siete ancora novizi e desiderate scrivere un racconto o un romanzo, ma non avete ancora molta familiarità con la scrittura creativa, tramite queste nostre brevi lezioni potrete assimilare e  assorbire gli strumenti che vi necessitano per procedere in tal senso.

E’ logico che poi dovrete approfondirli, ma già questa prima carrellata generale vi darà sicuramente molti stimoli per iniziare a scrivere il vostro racconto o romanzo.

Bene, prendete, quindi, carta e penna e partiamo!

In questa prima lezione parliamo dell’incipit, dell’inizio, e di quanto sia importante trovare modalità efficaci per esordire con il nostro racconto o romanzo.

Afferma un famoso manuale di Scrittura Creativa (“Scrivere”, Edito da Fabbri Editore):

“Nelle primissime frasi di una narrazione c’è tutto un piccolo universo, una miriade di stimoli e di relazioni che hanno la funzione di attirare il lettore al racconto come l’ape al fiore. I colori e i profumi del fiore narrativo sono le parole e il loro ventaglio in apertura pagina è la corolla di petali che si schiude al sole del mattino”.

Cosa significa questa “metafora”, tra l’altro anche molto poetica? Con queste immagini l’autore vuole farci comprendere che le primissime frasi del nostro testo devono essere abbastanza interessanti da spingere il lettore ad entrare nella nostra storia con “curiosità” e “partecipazione”.

Comprendete, quindi, quanto sia cruciale disporre di tali “petali”, giusto per riutilizzare la metafora precedente, in modo che il lettore sia invogliato a passare l’intera giornata in compagnia delle nostre pagine.

Vediamo adesso di trasferirvi lo stesso concetto con un’altra “immagine” che forse può stimolarvi di più.

Potete immaginare “l’incipit” come la “porta d’ingresso” della vostra opera letteraria. Ora, riflettete: come deve essere una “soglia”? Sicuramente invitante, accogliente, affinché, appunto, il lettore abbia voglia di varcarla e di entrare nella vostra creazione.

Oppure, se lo preferite, potreste immaginare “l’incipit” come “l’inizio di un viaggio”, per esempio, un viaggio in aereo.

Il lettore sale in aereo e cosa si aspetta?

Di decollare.

Bene, la funzione primaria dell’inizio è proprio quella di far decollare il lettore nel vostro mondo fantastico.

Infatti, l’incipit è il momento in cui il lettore si allontana dal suo mondo quotidiano e reale per inoltrarsi nel magico mondo della narrazione e nell’immaginario mondo dello scrittore.

L’incipit segna, quindi, un confine, una linea di demarcazione tra due mondi: quello dello scrittore e quello del lettore, e come un ponte che getta le basi per trasportare sia l’uno che l’altro in un prezioso terreno d’incontro.

E qual è questo fertile e prezioso terreno d’incontro se non quello della narrazione, dove una storia, con tutte le sue tappe, svolte e snodi si svolge gradualmente sotto gli occhi dell’autore mentre la crea e quelli del lettore mentre la legge.

Ed è, infatti, proprio lì, su quel magico terreno della narrazione, che si gioca l’intensa partita a tennis tra creatore e fruitore della creazione, tra scrittore e lettore, dove allo scrittore spetta il delicato compito di saper porgere le palle e al lettore quello altrettanto delicato di saperle cogliere.

Ma torniamo adesso al nostro “incipit” ed alle nostre precedenti “immagini”.

Ricordate che poco prima abbiamo parlato di un aereo, no? Bene: immaginate, dunque, il lettore che sale e siede in aereo per partire, per il suo viaggio.

Se il vostro inizio è traballante ed incerto, sicuramente il vostro lettore proverà il desiderio di scendere al più presto.

E’ logico, da un aereo che è partito non si può scendere, ma, ricordate: un libro, al contrario, si può chiudere in un attimo e in qualsiasi momento, perciò se il vostro inizio è noioso e non cattura l’attenzione, il lettore chiuderà il libro e passerà subito ad altro.

L’esempio sopra citato non è stato certo ideato per spaventarvi, ma esclusivamente per rimarcare con decisione che l’inizio richiede la massima cura da parte vostra, perché deve riuscire a destare immediatamente la curiosità del lettore.

Perciò un suggerimento prezioso può davvero essere il seguente: non siate pigri e scegliete davvero con cura le parole del vostro inizio; dipingete emozioni, atmosfere, sensazioni e cercate di far vibrare le corde più profonde a livello emozionale del vostro lettore.

Detto questo, vediamo alcune possibili modalità di inizio. Sostanzialmente ne esistono due:

  1. potete iniziare il vostro racconto con un attacco rapido e in piena azione;

  2. oppure con un attacco più lento e graduale.

Comunque, che voi prendiate per mano il vostro lettore gradualmente o rapidamente, non cambia la sostanza: l’importante è che lo stesso intuisca che dietro quella “porta d’ingresso” ci siano tante possibilità di riflessione e tanti aspetti/parti/contenuti in cui potrà rispecchiarsi ed identificarsi.

E’ corretto subito precisare che non può esserci una regola fissa su dove e come iniziare un racconto, ma esiste una tendenza sempre più netta nella narrativa contemporanea ad attaccare “in medias res”, a metà delle cose e cioè: nel bel mezzo dell’azione, della situazione.

Vogliamo specificare con maggior precisione questo concetto: fate in modo che il lettore colga i vostri personaggi fin da subito in piena azione, perciò non spiegate “il come” (le cause) e “il perché” (le motivazioni) si è verificata tale situazione, cioè quella in cui, appunto, i personaggi sono colti dal lettore, ma stimolate il lettore a scoprirlo pian piano da solo proseguendo nella lettura.

La modalità sopra citata è quella, in effetti, che si utilizza quando si vuole creare un attacco rapido, a metà delle cose.

Un esempio:

Kafka, nel suo meraviglioso racconto “La metamorfosi” fa cogliere al lettore da subito il protagonista, Gregor Samsa, trasformato in un grande scarafaggio. E non si dilunga certo a spiegare come tale situazione sia potuta avvenire, bensì immerge il lettore fin da subito negli stati d’animo e nei pensieri del protagonista, stimolando così la sua partecipazione emotiva e la sua curiosità.

Negli inizi, invece, graduali, cosiddetti ad andamento lento, l’autore non pone subito il lettore davanti all’evento scatenante il conflitto del/dei protagonista/i, bensì inizia a far conoscere alcune caratteristiche dei personaggi, dipingendo atmosfere e delineando gradualmente la situazione.

Importante: che voi scegliate un inizio ad andamento rapido oppure lento, non dimenticate mai che l’incipit è “la porta d’ingresso” della vostra opera, perciò fate passare da quella porta profumi, suoni, emozioni, atmosfere, che invoglino il lettore ad avvicinarsi, per poi entrare.

E’ buona cosa inoltre che l’incipit sottoponga all’attenzione del lettore alcuni elementi della trama o del tema prescelto, ma senza svelare fin da subito troppo la storia.

In aggiunta un buon incipit dovrebbe avere l’abilità di accennare, con un tocco preciso ma fugace, alcuni punti nevralgici della storia, trasmettendo così al lettore che esistono, appunto, tutte le premesse per poi in seguito approfondire e risolvere ciò che è stato accennato fin dal principio; e tutto ciò, logicamente, con il deliberato intento di stimolare fin da subito la curiosità del lettore a seguire la vostra vicenda.

Perciò: se un incipit è ben costruito “prometterà” davvero tante cose al lettore, ma proprio per questo, attenzione, dovrete assolutamente mantenere tutto ciò che avete promesso.

Inoltre, per scrivere un buon inizio, dovrete anche tenere conto del punto di vista da cui vorreste narrare la storia; adesso però, tramite queste mini lezioni introduttive, non è possibile approfondire questo argomento, ma lo scoprirete pian piano se deciderete in seguito di inoltrarvi maggiormente nel nostro percorso di scrittura creativa.

Ciò che invece ci interessa trasmettervi di sostanziale in questa mini lezione, è una “regola/tecnica” di importanza basilare, fondamentale, e cioè: “il vero incipit” di una storia è concepito, nella maggioranza dei casi, soltanto a fine dell’opera, anche se logicamente, lo sapete bene, è la parte iniziale del racconto.

Sì, proprio così: solitamente il vero incipit si trova a fine racconto.

Perché abbiamo scritto il “vero incipit”? Perché, logicamente, per iniziare a scrivere la vostra storia dovrete pur partire da qualche inizio, quindi, in principio, stenderete sul foglio un incipit “provvisorio”, giusto per poter dare avvio al percorso del racconto. Pian piano però, nel corso della stesura della storia, quando personaggi e situazione cominceranno a prendere corpo, vi renderete conto che l’incipit che avete scritto all’inizio sicuramente è da rivedere, ritoccare e forse da cambiare completamente.

Ora, tutto questo vi sembrerà un po’ strano e un po’ bizzarro, ma se ci riflettete attentamente non lo è affatto, perché potrete trovare un inizio efficace, soltanto quando avrete le idee chiare su ciò che volete scrivere e potrete trasportare il lettore in un determinato percorso soltanto quando avrete chiaro il percorso che vorrete fargli intraprendere.

Tutto ciò, lo comprenderete benissimo, non è certo una regola: infatti, alcuni scrittori scrivono un inizio adeguato fin da subito, ma solitamente sono scrittori esperti che hanno ben sviluppato la loro sensibilità letteraria.

Quello che vogliamo trasmettervi è semplicemente che l’incipit più indicato per la nostra storia si scopre di solito durante la revisione della prima stesura, dato che, essendo già arrivati al termine del nostro racconto, abbiamo maggior consapevolezza delle tappe, degli snodi e delle svolte della nostra trama.

Possiamo pertanto concludere questa mini lezione affermando che: solitamente un buon incipit è composto da poche righe che hanno il potere di riuscire a risvegliare l’immaginario del lettore, attivando in lui una partecipe risposta verso il nostro flusso narrativo, che a sua volta dovrebbe far risuonare in lui molteplici visioni e possibili mondi interiori.

Questo post durerà per tutta la settimana, per permettervi di assimilare con calma ogni aspetto di questa prima lezione. Se gradite, fateci sapere con i vostri commenti. Per la seconda lezione, l’appuntamento è per domenica prossima.

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2 pensieri su “Corso di scrittura creativa – Prima lezione”

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