Terza lezione – Fabula e intreccio

Per scrivere c’è bisogno di molta concentrazione, dato che tessere ed imbastire un buon racconto richiede impegno, entusiasmo e passione. Al riguardo, esaminiamo adesso alcune informazioni che possono esservi utili.

Il testo narrativo si fonda su alcuni principi di base da considerarsi prima di stendere il vostro racconto. Questi principi sono semplici e chiari:

  1. Tracciare la struttura narrativa

  2. Creare la fabula

  3. Organizzare l’intreccio

L’insieme delle sequenze disposte in ordine logico e cronologico prende il nome di “fabula”; mentre l’insieme delle sequenze nell’ordine di apparizione nel testo narrativo (e cioè: nell’ordine in cui voi deciderete che il lettore debba leggerle) prende il nome di “intreccio”.

Perciò: “fabula” sarà l’ordine logico e cronologico degli eventi della vostra storia; mentre “intreccio” è l’ordine degli eventi come voi deciderete di presentarli al lettore, cioè l’ordine di apparizione durante la lettura.

A questo punto sicuramente avete già intuito che alcuni eventi, nell’ordine logico e cronologico della vostra storia e quindi nella “fabula”, si trovano all’inizio, non è detto che poi nell’”intreccio” mantengano obbligatoriamente la stessa posizione; come ideatore/autore del vostro racconto, avete la piena libertà di scegliere se posizionarli a “metà” della vostra narrazione, oppure a “tre quarti”, o addirittura verso il “finale”.

In effetti una storia, e lo avete sicuramente notato nei film che avete visto o nei romanzi che avete letto, può essere raccontata seguendo l’ordine cronologico degli eventi, oppure narrandola, apportando modifiche sull’asse della narrazione, andando avanti e indietro nel tempo.

Tutto ciò si può attuare utilizzando:

  1. I “flash-back” – Cosa sono? Sono quei momenti in cui si raccontano o si vedono eventi accaduti “precedentemente” (nel passato), rispetto al periodo “presente” durante il quale si svolge la vostra vicenda, per esempio i vari ricordi del vostro protagonista.

  2. I “flash-forward” – Cosa sono? Sono quei momenti in cui si raccontano o si vedono eventi che invece devono ancora accadere.

Perciò: quando avete impostato la vostra “fabula”, con tutti gli eventi che la compongono in senso cronologico, potete in seguito decidere di invertire o modificare questo ordine, prendendo alcuni eventi e posticiparli, oppure al contrario, prendendone altri e anticiparli.

Tutto questo servirà a rendere più interessante la vostra storia, e facendo questo coinvolgerete maggiormente il lettore all’interno della vostra vicenda, facendolo partecipare anche a livello emotivo.

Alla luce di tutto quello che abbiamo appena detto, avete sicuramente compreso che esistono “differenti strutture” per creare ed organizzare il vostro racconto o romanzo.

Vediamole:

  1. A) Alcune storie hanno un andamento lineare proprio come i binari di una ferrovia, e cioè seguono un andamento progressivo e consequenziale senza ondeggiare avanti ed indietro nel tempo. Queste storie partono da un punto preciso, e progressivamente marciano verso la fine tramite una costruzione dritta e lineare sulla linea del tempo.

  2. B) Altre storie hanno una struttura non lineare, una sorta di cammino a zigzag, e cioè non seguono in modo logico e consequenziale gli eventi sulla linea del tempo. Spesso questa tipologia di storie interrompe il proprio cammino sulla linea principale per diramarsi in un evento passato o futuro, per poi tornare nel punto precedente, e quindi al presente.

Ma vediamo adesso alcuni concetti interessanti:

  1. a) la struttura narrativa è una linea del tempo su cui si indicano i punti fondamentali di una storia.

  2. b) una storia, quasi sempre in narrativa, poggia la sua struttura su due punti fondamentali, come un arco su due basi.

Vediamo questi due punti fondamentali:

  1. Si incomincia con “qualcosa” che interrompe l’equilibrio iniziale della vicenda, e tutto si complica.

  2. La storia cerca una soluzione raggiungendo un momento di massima tensione, per poi procedere verso il finale.

I due assi portanti sono:

  1. A) la destabilizzazione dell’equilibrio.

  2. B) la ricerca di una soluzione per risolvere il conflitto che questa destabilizzazione ha provocato.

Solitamente nella letteratura classica la struttura della storia si identifica in tre momenti ben distinti. Vediamoli:

  1. Il contesto iniziale, dove si fa un quadro generale dei personaggi e dell’ambiente.

  2. Lo sviluppo della situazione.

  3. Lo scioglimento del conflitto al quale segue il finale o epilogo.

Quindi, una volta scelto il nostro tema ed impostata la struttura di base, quando si scrive un racconto, ma soprattutto quando si lavora ad un romanzo, generalmente si definisce prima la fabula e dopo si lavora all’intreccio.

E adesso un altro concetto fondamentale:

Spesso le storie si somigliano, sostanzialmente sono molto simili, ma la modalità con cui sceglierete di raccontare la vostra storia, ecco, quella sarà vostra, unica ed originale, perché l’avrete scelta tra infinite possibili combinazioni.

Infatti, la vera originalità di un autore sta nel trovare un modo di intrecciare i fili di una storia, anche se nei suoi tratti fondamentali è già stata raccontata un migliaio di volte.

Ridotte all’osso, le trame presenti nella storia della letteratura non sono moltissime, anzi decisamente poche, ma starà a voi, e alla modalità con la quale deciderete di imbastire gli eventi, alla vostra capacità di suggerire atmosfere e situazioni, a tutto quello che riuscirete a far trasparire di voi, a come riuscirete a veicolare il lettore nella vostra personale visione del mondo, che darà originalità al vostro racconto.

Spesso questa originalità si riesce a generare anche attraverso un efficace “montaggio” delle scene. Il montaggio è una fase che s’inserisce a sua volta nell’intreccio, ma approfondiremo tutto ciò in seguito.

Per il momento concludiamo dicendo che, come per i film, anche nella narrativa esistono storie dalla trama debole, e cioè storie dove sono i personaggi ad arricchire la vicenda con i loro dilemmi interiori, con la loro conflittualità, con le loro problematiche interne, e storie invece dalla trama forte, dove il susseguirsi degli avvenimenti, e degli eventi, attraggono maggiormente il lettore.

È importante farvi notare una cosa: quando parliamo di trame deboli non significa necessariamente che queste trame siano mosce oppure insignificanti, bensì si intende dire semplicemente che ci stiamo concentrando maggiormente sugli aspetti interiori vissuti dai personaggi, e meno sulle azioni esteriori della vicenda.

Ricordate: ai fini della trama, una presa di coscienza o un mutamento interiore del personaggio, ha lo stesso valore di un’azione esteriore.

Spesso ci sono storie che hanno poche azioni a livello esteriore, ma sono molto forti e significative a livello interiore, mentre, al contrario, ci sono storie che hanno molte azioni a livello esteriore (con mega-effetti mirabolanti), ma che poi finiscono per risultare molto povere a livello interiore. Approfondiremo tutto questo parlando di genere, contenuto e forma.

Quello che ci interessa puntualizzare adesso è che una stessa storia può essere raccontata in molti modi.

Nell’intreccio entrano in gioco diversi fattori:

Il punto di vista, la sfasatura temporale, l’inserimento di più storie (storie secondarie) all’interno della principale, l’uso di un particolare linguaggio, il ritmo e lo stile.

Dedicare del tempo alla fase della fabula e alla fase dell’intreccio, è veramente una tappa fondamentale per la buona riuscita del vostro racconto o romanzo.

Arrivederci alla prossima lezione

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