Quinta lezione – Le tappe della trama

Per “trama” sostanzialmente si intende il “disegno” sul quale si struttura la storia che abbiamo deciso di raccontare.

Ogni storia è organizzata in modo da unire snodi, svolte drammatiche, e punti critici, che hanno la capacità di affascinare il nostro lettore.

Quindi, per “trama” si intende la serie di “svolte, snodi e punti cardine” attorno ai quali è strutturata, e organizzata la nostra narrazione.

Ogni “svolta o colpo di scena”, tra cui eventi, azioni esterne significative per i nostri personaggi, rivelazioni o prese di coscienza, moti interiori, sia psicologici che sentimentali, fanno tutti parte della “trama”.

Ma cerchiamo di capire meglio che cos’è la trama.

La “trama” nel gergo tessile, è il filo che costituisce la parte trasversale del tessuto. Nel “tessuto narrativo”, la trama è invece il “filo conduttore” che attraversa e sorregge l’intreccio di una storia.

Possiamo quindi immaginare la storia come una serie di fili che corrono paralleli (e cioè gli eventi che riguardano i vari personaggi coinvolti nella vicenda si susseguono in ordine cronologico), sviluppare la trama significa decidere come intrecciare tra loro questi fili, cioè in che modo raccontare la storia.

Non so se ricordate la lezione sulla fabula e l’intreccio; vi invitiamo a riascoltarla o rileggerla anche perché parlare di trama significa anche parlare di fabula e intreccio.

Inoltre sentirete spesso ripetere alcuni termini e concetti, ma questo non perché vogliamo essere ripetitivi, bensì perché tutto in scrittura creativa è concatenato. Infatti, potete immaginare la scrittura creativa come un cerchio dai tanti raggi o come una grande casa dalle stanze comunicanti.

I raggi e le stanze sono gli ingredienti che ci necessitano per creare la nostra storia.

Questi ingredienti non sono nettamente separabili tra loro, ma noi li trattiamo singolarmente per funzionalità operativa.

Prima di inoltrarci nei dettagli, e nelle tappe della trama, vediamo alcune nozioni importanti.

Nella narrativa classica la struttura della storia procede attraverso tre fasi.

Prima fase – È la parte iniziale, in cui il protagonista viene in qualche modo chiamato a cimentarsi in un’impresa che lo impegnerà e coinvolgerà a fondo, in quanto c’è in gioco per lui qualcosa di vitale o comunque di essenziale.

Seconda fase – È una parte centrale in cui il protagonista affronta, una dopo l’altra, le varie prove che si pongono lungo il suo percorso (percorso che non obbligatoriamente deve essere d’avventura, esteriore, ma può anche essere un percorso interiore e di prese di coscienza).

Terza fase – È una parte finale, detta anche “scioglimento”, in cui la vicenda si conclude, in modo più o meno catartico e risolutorio.

Vediamo adesso di approfondire queste fasi, anche se pur brevemente.

Il compito dell’autore consiste nel pungolare un personaggio con un dilemma interiore e/o un problema esterno da risolvere. Quello che conta è generare un crescendo di tensione che, quando giunge al culmine, il cosiddetto “climax”, provoca un cambiamento nel nostro protagonista.

Infatti, i personaggi durante il nostro racconto solitamente si trasformano.

I personaggi sono essere umani, e a secondo del punto di vista con cui guardiamo le cose, variamo e generiamo la loro felicità o infelicità. Se accade loro qualcosa, e viene visto da un punto di vista alto e evolutivo, gli stessi si arricchiscono e crescono, se invece lo guardiamo da un punto di vista involutivo, si impoveriscono e si indeboliscono.

Tornando alla nostra trama, soprattutto al “momento del climax” o “punto di svolta cruciale”, il filo della tensione a poco a poco si allenta, e la storia si avvia verso una “risoluzione” (positiva o negativa) chiamata “scioglimento”.

Questa formula a cosa ci serve?

Ci serve semplicemente per capire che ogni trama deve prevedere un ostacolo sul cammino del nostro protagonista. Magari qualcuno di voi sarà perplesso, e penserà che è troppo semplice condensare la quasi totalità della letteratura in questa formuletta, ma è proprio così.

E’ un modello di base, più o meno conscio, e lo afferma anche John Gardner, maestro di scrittura creativa negli Stati Uniti.

Dice Gardner: “Un personaggio vuole qualcosa, persegue un obiettivo, malgrado le sue opposizioni, compresi i suoi stessi dubbi, ed infine giunge allo scioglimento.”

E non solo Gardner sostiene questo principio basilare della narrazione, anche Vladimir Propp, per esempio, nel suo libro “Morfologia della Fiaba” parla di questa struttura archetipica di base.

C’è sempre un eroe, il nostro protagonista, che ha un ostacolo da superare. Lo supera ed evolve, oppure non lo supera ed involve.

In fondo questa formuletta non è così semplicistica come sembra, bensì rispecchia al vita, e la letteratura a sua volta rispecchia la vita: tutti noi incontriamo ostacoli sul nostro cammino, e dipende dal posto di vista da cui li guardiamo e dalla modalità con cui interagiamo con questi ostacoli uscirne rafforzati e più ricchi, oppure più poveri ed indeboliti.

Approfondiamo adesso le tappe della trama.

  1. Prima tappa: stabilità.

La trama parte sempre da una posizione (situazione) di partenza del personaggio. Cosa fa? Come passa i suoi giorni? Come avverte la sua situazione di partenza? Comunque l’avverta: il nostro personaggio la vive, ci sta dentro, e i suoi giorni passano mentre lui vive tale situazione.

Capirete però che non avremmo “storia” a livello narrativo se la sua vita scorresse così per sempre. Il nostro protagonista non si troverebbe mai in difficoltà, e il nostro racconto letterariamente sarebbe molto noioso.

  1. Seconda tappa: inevitabilmente il conflitto.

Il conflitto del nostro personaggio. Accade qualcosa di imprevisto al nostro protagonista che destabilizza la sua situazione iniziale, di partenza.

Orbene, un evento turba l’andamento della sua vita, e la sua conflittualità esplode, e lo costringe a confrontarsi con se stesso, e per il lettore il racconto diventa molto interessante.

Attenzione: una trama non può essere concepita separatamente dai suoi personaggi, perché scaturisce dalle loro stesse azioni, perciò per il lettore i conflitti dei personaggi sono di forte interesse, anzi fondamentali.

Il nostro protagonista ha quindi in sé dei tormenti interiori i cui nodi costituiscono gli ostacoli principali sul filo della narrazione, e il lettore li seguirà con forte partecipazione emotiva.

Ricordate con attenzione questo principio fondamentale della narrazione: “possiamo avere una storia stilisticamente anche perfetta, ma se manca ai personaggi un filo di tensione, di conflittualità, il racconto tende ad essere come un quadro pieno di belle pennellate, ma in fondo privo di una linea portante”.

  1. Terza tappa: complicazione.

Il conflitto e la situazione che hanno destabilizzato l’equilibrio iniziale del nostro protagonista solitamente si complicano.

  1. Quarta tappa: climax.

Il momento culminante del conflitto e della complicazione.

Portiamo la situazione al massimo, o “momento della verità” o “momento di massima tensione”. Il “climax”, infatti, è un momento decisivo di massima tensione, un importante momento di svolta all’interno della nostra narrazione.

Viene chiamato “climax”, il momento narrativo di complicazione della vicenda, nel quale è presente la massima tensione e partecipazione emotiva da parte del nostro lettore.

 

5 . Quinta tappa: risoluzione.

Il “dénouement” o “risoluzione” comprende gli eventi compresi tra l’azione in calo (anticlimax) e la fine effettiva del racconto.

In questa fase i conflitti vengono risolti, e si ricrea in qualche modo una situazione stabile, normale, abituale.

Il “dénouement” provoca un senso di catarsi e il rilascio di tensione ed ansia. E’ un termine letterario che si riferisce agli eventi che accadono alla fine, dopo il climax.

Ed eccoci giunti inevitabilmente all’epilogo.

6 . Sesta tappa: il finale.

Il racconto si conclude con un epilogo in cui il protagonista o è migliorato dall’inizio della storia (andamento evolutivo), oppure peggiorato rispetto all’inizio (andamento involutivo).

Comunque avrà fatto esperienza di un qualcosa in più, e sicuramente alcuni suoi aspetti, o in meglio o in peggio (in bene o in male), saranno mutati.

Questo andamento, come vi abbiamo accennato precedentemente, rispecchia la vita reale, perché tutti noi possiamo passare attraverso le difficoltà diventando più forti e più ricchi, oppure uscirne più deboli e più poveri, ed è così, proprio come nella vita reale, anche in letteratura la sorte del vostro protagonista dipende esclusivamente da voi.

Ora prima di lasciarvi, vogliamo darvi un suggerimento importante.

Sicuramente vi sembrerà artificiosa e complessa la costruzione di una trama passando attraverso tutte queste fasi e tappe, ma se proverete ad applicare queste tecniche, vi accorgerete che contengono il succo, la linfa della struttura narrativa, e tutto diventerà molto più semplice, sarà quasi naturale utilizzarle, e magari le avete già utilizzate, senza rendervene conto, senza esserne consapevoli, quindi, la consapevolezza giocherà un buon ruolo sulla vostra efficacia a livello narrativo.

Per questa lezione oggi è tutto, riprenderemo in futuro le strategie per riuscire a creare una trama efficace.

Arrivederci alla prossima lezione

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